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O Dio nostro Padre, aiuta questa esule generazione alla pacealla pace, solo Tu puoi, non guardare ai nostri peccati, ma alla poca fede che abbiamo, aiuta la tua chiesa alla conversione.Ho Santa madre se puoi di a tuo figlio (come ai servi fate quello che vi dirà ) questa è la fede del cristiano fate quello che vi dirà.---------------------------------------------------------------------------------
Alla Madonna Immacolata
Cuore di Maria nostra avvocata sempre vergine,illuminata dalla S.TRINITA' creatura immacolatae Assunta in cielonoi amaria giovanipagine@gmail.com
14:38 (5 ore fa)
s messa 17 maggio Ascensione del Signore
L'ascensione al cielo, seconda fase della Pasqua di Cristo, è un
mistero che riguarda direttamente la Chiesa terrena: i Vange-
li secondo Luca e Matteo, come la Lettera di Paolo agli Efesi-
ni, lo proclamano chiaramente. Il paradosso è solo apparente.
«Perché state a guardare il cielo?» hanno detto gli angeli agli
apostoli che non riuscivano a staccare i loro sguardi dalla nu-
be nella quale Gesů era scomparso. Il Signore è ritornato nel-
la dimora invisibile da cui era disceso, prendendo la carne del-
la nostra carne. Ma prima di raggiungere il luogo da cui era
venuto ha detto agli undici riuniti sulla montagna di Galilea:
«Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni.
Mentre termina la missione di Gesū in terra, comincia quella
della Chiesa. La prima è durata solo pochi anni, inquadrati da
due eventi: il battesimo di Gesù di Nazaret nelle acque del
Giordano e la sua ascesa al Padre. La seconda durerà fino al
ritorno glorioso del Signore e fino alla costituzione del regno
alla fine dei tempi. Il giorno e l'ora in cui tutto questo avverrå
sono lasciati alla sovrana libertà del Padre. Non vi ề nulla nel-
le Scritture che possa avvalorare la benché minima specula-
zione al riguardo. Gesù stesso e gli apostoli lo hanno detto
chiaramente. A che servirebbe del resto! Bisogna vivere nel
presente, nel quale noi abbiamo un preciso compito da svol-
gere: lavorare all'avvento del regno di Dio che domani si ma-
nifesterà. Per quanto lunga sia l'attesa, il tempo urge, poiche'
la vita è breve per realizzare il compito che il Signore ci ha af-
fidato. Quindi non si puð assolutamente restare inoperosi,
Con lo sguardo e la mente persi nelle nuvole. Rendiamo grazie a Dio che ha esaltato il suo Figlio risorto dai
morti, lo ha «fatto sedere alla sua destra, nei cieli, al di sopra
di ogni principato e autoritā.. non solo nel secolo presente.
ma anche in quello futuro». Egli «lo ha cstituito a capo della
Chiesa, la quale è il suo corpo».
Preghiamolo di darci «uno spirito di sapienza e di rivelazione
per una più profonda conoscenza di lui». Apra il nostro cuore
alla sua luce e rinnovi continuamente la nostra speranza.
antifona d'ìngresso At 1,11
«Uomini di Galilea, perché fissate nel cielo lo sguardo? Co-
me l'avete visto salire al cielo, così il Signore ritornerà», al-
leluia.
colletta
Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero
che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio
asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e
noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di rag-
giungere Cristo nostro Capo nella gloria. Egli è Dioe vive...
oppure
Padre misericordioso, che nella potenza del tuo Spirito hai
glorificato il tuo Figlio consegnato alla morte per noi, guar-
da la tua Chiesa, raccolta come i discepoli con Maria nel Ce-
nacolo: fa' che nella gioia dello stesso Spirito gustiamo la
beatitudine di coloro che partecipano alle sofferenze del Cri-
sto. Egli è Dio, e vive...
prima lettura At 1,1-11
Luca ha posto un racconto dell'ascensione del Signore alla
fine del suo Vangelo e all'inizio degli Atti degli apostoli, che
costituiscono le due parti di un'unica opera. L'ultima appa-
rizione del Cristo ai suoi discepoli chiude il periodo della
permanenza di Gesù sulla terra insiene ai suoi e inaugura
un'era nuova: quella della Chiesa. Ormai, sono i discepoli che devono assumere la responsabilità di annunciare la buo-
na novella, basandosi sulle istruzioni che ha lasciato loro
Gesù e sull'assistenza di una «forza dall'alto, quella dello
Spirito Santo», Il Signore si è sottratto allo sguardo dei di-
scepoli. Ora occorre lavorare per preparare la sua ultima ve-
nuta, senza chiedersi quando e come egli tornerà di nuovo
nella sua gloria.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che
Gesü fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto
in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era
scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostro a essi vivo, dopo la sua passione, con molte pro-
ve, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando del-
le cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavo-
la con essi, ordinò loro di non alontanarsi da Gerusalemme,
ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre,
«quella - disse che voi avete udito da me: Giovanni battezzò
Con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati
in Spirito Santo»,
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore,
è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?».
Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o mo-
menti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete
la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sa-
rete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria
e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una
nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo
mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche
vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, per-
chế state a guardare il cielo? Questo Gesů, che di mezzo a voi
è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete
visto andare in cielo». - Parola di Dio.
salmo responsoriale 46,2-3;6-7;8-9Lode al Cristo Dio, Signore e re.
RIT. Ascende il Signore tra canti di gioia.
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l'Altissimo,
grande re su tutta la terra./R
Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni./R
Perche Dio è re di tutta la terra.
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo./R
seconda lettura Ef 1,17-23
Dio ha manifestato nel Cristo una potenza di cui possiamo be-
neficiare già fin d'ora. Le parole si affollano, sotto la penna
di Paolo, quando egli cerca di esprimere che cosa rappresen-
tano per il Cristo la sua rsurrezione e la sua esaltazione al-
la destra di Dio e di illustrare gli innumerevoli e incommen-
surabili benefici che ne derivano per noi. La preghiera dell'a-
postolo si fa allora azione di grazie, «eucaristia», rivolta al
Dio del Signore nostro Gesù Cristo», il Padre che ha fatto di
suo Figlio «il capo della Chiesa, la quale è il suo corpo».
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AGLI EFESİNI
Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della
gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una
profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiarmati, qua-
le tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual e'
la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che
crediamo, secondo l'efficacia della sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo
fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni Prin-
cipato e Potenza, al di sopra di ogni Forza e Dominazione e
di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente
ma anche in quello futuro. Tutto infatti egli ha messo sotto i
suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le co-
se: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto
compimento di tutte le cose. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Mt 28,19a.20b
Alleluia, alleluia.
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.
Vangelo Mt 28,16-20
Rivelazione del potere sovrano di Cristo «in cielo e in terra»;
missione dei discepoli inviati a tutte le nazioni; pegno dato
ai suoi della presenza del Signore «fino alla fine del mon-
do»: questo è per Matteo il mistero dell'ascensione.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul
monte che Gesů aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Ge-
sũ si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in
cielo e sulla terra. Andate dungue e fate discepoli tutti i po-
poli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spi-
rito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho co-
mandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine
del mondo». - Parola del Signore.
preghiera
Accogli, Signore, il sacrificio che ti offriamo nella mirabile
ascensione del tuo Figlio, e per questo santo scambio di do-
ni fa' che il nostro spirito si innalzi alla gioia del cielo. Per
Cristo nostro Signore.
antifona Mt28,20
«Ecco, io sono con voi tutti giorni sino alla fine del mondo, alleluia.
preghiera
Dio onnipotente e misericordioso, che alla tua Chiesa pelle-
grina sulla terra fai gustare i divini misteri, suscita in noi
il desiderio della patria
eterna, dove hai innalzato l'uomo
accanto a te nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Enoch camminò con Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso
(Gen 5,24).
Elia sali nel turbine verso il cielo(2Re2,11)
Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cri-
sto Gesù (Ef 2,6).
Ascendendo al cielo quaranta giorni dopo la sua risurrezione, il no-
stro Signore Gesù Cristo ci ha raccomandato il suo corpo, destina-
to a restare qui sulla terra. Vedeva che molti lo avrebbero onorato
perché era asceso al cielo; e vedeva che questo onore sarebbe stato
vano se si calpestano le membra rimaste sulla terra.. Vedete dove
egli estende il suo corpo, vedete dove non vuole essere calpestato: «Mi
sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e
fino agli estremi confini della terra»... Ecco dove resto, io che salgo
al cielo. Salgo perché sono il capo; il mio corpo resta ancora quag-
giù. Dove resta? Su tutta la terra. Guàrdati dal colpirlo, guàrdati
dal calpestarlo. Queste sono le ultime parole di Cristo, al momento
di salire al cielo.
(Agostino, Commento alla Prima lettera di Giovanni, X.9)
È il nascondimento di Gesù il giorno dell'Ascensione che ha reso
possibile la vita e la testimonianza della Chiesa da venti secoli, La
sua assenza non solo ha permesso l'esistenza della Scrittura, che
ci trasmette il suo messaggio, ma genera ancor oggi quella Scrittura
viva, quella Scrittura imprevedibile che tracciano, giorno do-
po giorno, i discepoli di Gesù sparsi su tutte le strade del mondo.
Quel Gesù che noi amiamo senza averlo visto, quel Gesù che popo-
la le nostre solitudini e abita le nostre comunioni, ci sfugge sempre
ogni qualvolta cerchiamo di afferrarlo. Egli è davanti a noi, oltre
i personaggi nei quali vogliamo rinchiuderlo. Ed è giusto che sia
cosi, perché possederlo una volta per tutte secondo il suo volto sto-
rico, dogmatico, culturale, politico, sarebbe già non ricercare più
la sua bruciante assenza. (CI. Geffré, Uno spazio per Dio)
s messa 24 maggio Pentecoste
Annunciato da Gesû al momento di «passare da questo mon-
do al Padre, ricevuto in modo eclatante dagli apostoli «il cin-
quantesimo giorno dopo Pasqua», lo Spirito anima e guida la
vita dei cristiani e della Chiesa. Egli fa del cuore di ciascuno la
dimora del Padre e del Figlio. Promessa e pegno della parte-
cipazione alla risurrezione di Cristo, lo Spirito apre a tutti gli
uomini le porte della misericordia divina e raduna i credenti
in comunità di peccatori perdonati che possono chiamare Dio
«Padre». Stimola la Chiesa a uscire dalle mura della paura per
andare, senza timore, ad annunciare al mondo intero la pace
e la gioia di Dio. Le ricorda continuamente gli insegnamenti
del Signore; apre il cuore e la mente al senso inesauribile del-
le sacre Scritture, la cui luce consente di discernere le situa-
zioni più diverse, addirittura inedite. Fonte inesauribile di gio-
vinezza, lo Spirito rinnova continuamente la vita dei credenti,
della Chiesa, del mondo. Esso diffonde a profusione i suoi mol-
teplici carismi per il bene dell'intero corpo che cresce al ritmo
dei «giorni ordinari» dell'esistenza umana.
Sulla croce di Cristo il peccato e il male sono stati messi a
morte. Ma la battaglia fra la luce e le tenebre continua tut-
tora sulla terra e nel cuore di ciascuno, dove i «desideri della
carne» e i «desideri dello Spirito» sono sempre in lotta fra lo-
ro. La battaglia è accanita, ma noi che lottiamo siamo uomi-
ni liberi e ben armati, poiché il Consolatore ci protegge dalla
seduzione delle cupidigie che portano alla morte.
La Chiesa, corpo di Cristo, si costruisce cosi nell'unità e, sti-
molata dallo Spirito, può, rispondendo alla sua missione, an-
nunciare il vangelo su tutta la terra con la forza della sua pre-
dicazione e della sua testimonianza.
Tale è l'ampiezza del mistero celebrato dalla solennità di Pen-
tecoste. Promesso da molto tempo da Dio, il fuoco dello Spi-
rito, che ha improvvisamente incendiato e trasformato il cuo-
re degli apostoli, non cessa di propagarsi, normalmente con discrezione, a volte in modo spettacolare, fra i fedeli, facen-
done dei testimoni del vangelo, e nel mondo, affinché tutti gli
uomini, senza discriminazioni, possano partecipare alla sal-
vezza. Ma la sua azione si scopre solo a posteriori. Nessuno
puð pretendere a priori di essere animato dallo Spirito.
antifona d'ingresso Sap 1,7
Lo Spirito del Signore ha riempito l'universo, egli che tutto
unisce, conosce ogni linguaggio, alleluia.
oppure Rm 5,5; 8,11
L'amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori per mezzo del-
lo Spirito, che ha stabilito in noi la sua dimora, alleluia.
colletta
O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua
Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini
della terra i doni dello Spirito Santo e continua oggi, nella
comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi
della predicazione del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù
prima lettura At 2,1-11
Di una folla di sbandati in fuga dall'Egitto la legge promul-
gata al Sinai ha fatto un popolo dotato di una propria costi-
tuzione. Grazie allo Spirito effuso il giorno della festa com-
memorativa di quest'evento fondatore, gli uomini del mondo
intero possono beneficiare dell'elezione divina e delle mera-
viglie operate da Dio. Anzi, ognuno può ormai sentire pro-
clamare direttamente nella propria lingua la buona novella.
La Pentecoste ristabilisce l'unità distrutta da Babele.
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si tro-
vavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso
dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuosoe riempi tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue
come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno
di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono
a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro
il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni
nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si raduno
e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella pro-
pria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, di-
cevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E
come mai ciascuno noi sente parlare nella propria lingua
nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti; abitanti della Mesopotà-
mia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia,
della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia
vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cre-
tesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle gran-
di opere di Dio», - Parola di Dio.
salmo responsoriale 104,lab.24ac;29bc-30;31.34
Preghiera e azione di grazie per il dono dello Spirito, sag-
gezza, soffio di vita, forza di rinnovamento.
RIT. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature./R
Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra./R
Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore./R
seconda lettura 1Cor12,3b-7,12-13
L'effusione universale dello Spirito raduna nell'wnità tutti
coloro che confessano che Gesù è il Signore risorto. Quest'u-
nità è l'unità di un corpo vivo composto da diverse membra,
il cui buon funzionamento assicura la coesione e l'armonia.
DALLA PRIMA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI
Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore», se non sotto l'a-
zione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono di-
versi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse atti-
vità, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno
è data una manifestazione particolare dello Spirito per il be-
ne comune.
Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte
le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo so-
lo, cosi anche il Cristo.
Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spiri-
to in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti sia-
mo stati dissetati da un solo Spirito. - Parola di Dio.
sequenza
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.
Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
Nella fatica, ripos0,nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.e
O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.
canto al Vangelo
Alleluia, alleluia
Vieni ,Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Vangelo Gv 20,19-23
Giovanni evoca qui, senza curarsi del loro ordine cronologi-
co, le diverse fasi del mistero pasquale del Cristo, che trova
il suo compimento nell'invio dello Spirito. «ll primo giorno
dopo il sabato è il «giorno del Signore», la domenica, quan-
do l'assemblea cristiana si raduna per celebrare la Pasqua
settimanale. Ecco quindi una delle numerose pagine del
quarto Vangelo che
contengono sobrie, ma evidenti, connota-
zioni liturgiche. Effondendosi, lo Spirito permette a «ogni uo-
mo» di accedere alla salvezza meritata dalla Pasqua di Cri-
sto, di ricevere «la remissione dei peccati.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre era-
no chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per
timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro:
«Pace a voi!».
Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioi-
rono al vedere il Signore.
Gesü disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha man-
dato me, anche io mando voi», Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A
coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a co-
loro a cui non perdonerete, non saranno perdonati», - Parola
del Signore.
preghiera
Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio.
perché riveli pienamente ai nostri cuori il mistero di questo
sacrificio, e ci apra alla conoscenza di tutta la verità. Per
Cristo nostro Signore.
prefazio
Ringraziamo il Padre per lo Spirito che dona ai suoi figli di
adozione.
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di
salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signo-
re, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Oggi hai portato a compimento il mistero pasquale e su co-
loro che hai reso figli di adozione in Cristo tuo Figlio hai ef-
fuso lo Spirito Santo, che agli albori della Chiesa nascente
ha rivelato a tutti i popoli il mistero nascosto nei secoli, e
ha riunito i linguaggi della famiglia umana nella professio-
ne dell'unica fede.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale, I'u-
manità esulta su tutta la terra, e con l'assemblea degli An-
geli e dei Santi canta linno della tua gloria: Santo...
antifona At 2,4.11
Tutti furono ripieni di Spirito Santo e proclamavano le
grandi opere di Dio. Alleluia.
oppure Gv 20,21.22
«Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi. Riceve-
te lo Spirito Santo». Alleluia.
preghiera
o Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del
cielo, custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spi-
rituale che ci nutre per la vita eterna sia sempre operante
in noi la potenza del tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.
sviluppie armonie
Giovanni rispose a tutti dicendo: «lo vi battezzo con acqua; ma vie-
ne uno che è più forte di me...; costui vi battezzerà in Spirito San-
to e fuoco» (Le 3,16).
I fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano
che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo
(At 10,45).
Nessuno può dire «Gesù è Signore» se non sotto l'azione dello Spi-
rito Santo (1Cor 12,3).
I profeti cercavano di indagare a quale momento o a quali circo-
stanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando predi-
ceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguir-
le. E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri
di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi han-
no predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose
nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo (1Pt 1,11-12).
Gli apostoli erano li, seduti, in attesa della venuta dello Spirito.
Erano li come fiaccole pronte e in attesa di essere illuminate dallo
Spirito Santo per illuminare con il loro insegnamento l'intera crea-
zione... Erano li come agricoltori che portano la semente nella fal-
da del loro mantello in attesa di ricevere l'ordine di seminare. Era-
no lì come marinai la cui barca è legata al porto del Figlio e che
attendono di ricevere la brezza dello Spirito. Erano lì come pasto-
ri che hanno appena ricevuto il bastone del comando dalle mani
del grande Pastore dell'ovile e aspettano che siano loro distribuite
le greggi. O Cenacolo, nel quale venne gettato il lievito che fece fer
mentare l'intero universo! Cenacolo, madre di tutte le chiese! Grem-
bo meraviglioso che ha generato templi per la preghiera! Cenacolo
che vide il miracolo del roveto ardente! Cenacolo che stupi Geru-
salemme con un prodigio ben più grande di quello della fornace che meravigliò gli abitanti di Babilonia! II fuoco della fornace brucia-
va coloro che erano attorno, ma proteggeva coloro che erano in es-
sa. l fuoco del Cenacolo raduna coloro che dal di fuori desidera-
no vederlo, mentre conforta quanti lo ricevono. O fuoco la cui ve-
nuta è parola, il cui silenzio è luce! Fuoco che fissi i cuori nell'a-
zione di grazie!
(Efrem Siro, Sermone per la Pentecoste)
Un linguaggio d'uomo è reso fertile da quello di Dio
e', come la folgore, strappa alle rocce nere che sigilla il mondo
l'essere originario, decanta, libera e rende alle freschezze
di sidro e di aria le sudicie terre. Sorda è la mia città
fra i meli e su di essa un tempo di prossima agonia!
Ma nasca l'agnello delle isole di giugno, l'infanzia regale
dove non son più che una cosa sola il corpo e lo spirito per la stes-
sa consacrazione,
l'amore che proferisce e l'amore nominato di cui è la messa!
Mi prenda il fuoco che fatto tutto in sé aprirsi in me,
legarsi in me ciò che solo in lui si trova legato,
maturare con lui ciò che nella sua forza è già maturato!
E davanti a lui, attraverso di lui e per lui il nulla si arroventi,
il deserto verdeggi e sia pronto d'un tratto a possedere tutto,
-e l'uomo nuovo abbia in lui il potere della vera parola!
(J.CI. Renard. Incantesimo del tempo)
Dall'inizio alla fine la vita cristiana è sotto il segno del miste-
ro pasquale. II battezzato diventa un uomo nuovo creato ad
immagine del Cristo risorto, un figlio del Padre, segnato con
il sigillo dello Spirito. I sacramenti che ne punteggiano l'esi-
stenza sono altrettanti rinnovamenti e altrettante conferme
di questa grazia iniziale, soprattutto l'eucaristia, memoriale
della Pasqua del Signore, comunione al corpo e al sangue del
risorto. La morte, infine, è passaggio, pasqua, dalla morte al-
la vita: le esequie cristiane ne sono la celebrazione.
Ma quest'impronta pasquale non è solo di ordine sacramen-
tale. La fede nella risurrezione del Cristo segna tutta la vita.Le conferisce il suo senso, giustifica i suoi orientamenti con-
creti. «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede... Se ab-
biamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo
da compiangere più di tutti gli uomini», scrive Paolo ai cri-
stiani di Corinto (1 Cor 15,17.19). «Si, è cosi», anche se biso-
gna riconoscere che la fede pasquale, spesso messa a dura
prova, è non di rado esitante e minacciata addirittura di nau-
fragio. Il tempo pasquale ci è dato per ravvivarla alle sorgen-
ti della predicazione e delle catechesi apostoliche.
D'altra parte, durante questo periodo dell'anno liturgico, la
lettura di ampi brani degli Atti degli apostoli pone in contat-
to con la Chiesa che cominciò a costituirsi all'indomani della
risurrezione di Cristo e dell'invio dello Spirito. Non si tratta
dell'evocazione di inizi idealizzati. II fervore, la gene-
rositā, l'audacia missionaria delle prime Chiese resta e re-
sterà un punto di riferimento indispensabile per le comunità
cristiane presenti e future. Il tempo non deve essere per es-
se motivo di invecchiamento, di ripiegamento su se stesse. Le
situazioni cambiano e cambiano anche i problemi da affron-
tare. Ma la forza della risurrezione e dello Spirito resta per
sempre.
O tu colomba, o bianca seta,
prima alba e prima bellezza
la tua ala ravviva un fuoco di gioia
nel quale la tua venuta ci ha immersi.
(H. Capieu, Pentecoste)
Pur essendovi un certo lasso di tempo ƒra la prima e la seconda ve-nuta di Cristo, ormai il tempo non conta più. A dir vero, attual-mente esso non va più verso la fine; la affianca continuamente. Cri-sto lo ripete: egli è vicino oggi esattamente come venti secoli fa e non è meno vicino dell'ora del suo ritorno.
Fa', Signore, che un uomo sia santo e grandee donagli una notte profonda, infinita,nella quale andrà più lontano di quanto non si sia mai stati;donagli una notte nella quale tutto si schiuda,e che questa notte sia odorosa come i glicini,e leggera come il soflio dei venti,e gioiosa come Lui.Dona all'uomo una notte che permettadi ricevere ciò che mai ancoraha raggiunto profondità umane;dona una notte nella quale tutto fioriscae rendilo odoroso più del lillà,cullante più del volo dei tuoi venti,più gioiosa di Lui.Dona a quest'uomo una lunga maturazione,fallo crescere in abiti sempre più ampie donagli la solitudine di una stellaperché nessun sguardo stupito lo oltraggi quando i suoi tratti, fondendosi, muteranno. Confortalo con puro alimento,non rugiada, non con carne uccisa,con questa vita che, leggera come una preghierae calda come un respiro, sale dai campi.Fa ` che ritrovi la sua infanzia,l'inconscio e le meravigliee i racconti carichi di ricchezze oscuredei primi anni quando i pensieri si vegliano.Chiedigli allora di attendere l'orain cui egli partorirà la Morte, la sovrana:solitarie e mormoranti come un parco,come qualcuno che è maturato lontano.
Regalità di CristoIl pentito parla del regno. Ma che cosa vedi che assomigli a un re-gno? Tu vedi solo la croce e i chiodi. Ma è proprio la stessa crocead essere segno del regno. Se chiamo re il Cristo, è proprio perchélo vedo crocifisso; è dovere di un re morire per il suo popolo. Lo hadetto lui stesso: «Il buon pastore dà la vita per le sue pecore». Il Cri-sto ha dato la sua vita, ecco perché io lo chiamo re: «Ricordati dime, Signore, nel tuo regno››. Vedi l'ardire del ladrone. Crocifisso,non dimentica il suo mestiere e ruba, con la sua confessione, il re-gno dei cieli. Per quanto mi riguarda, non solo lo ammiro, ma in-vidio la sua sorte. «0ggi, tu sarai con me in paradiso». Quale ono-re, quale grandezza della filantropia divina! Come ammiriamo ilmedico che guarisce un uomo da una malattia apparentemente in-curabile, così, fratelli, ammirate il Cristo, la cui potenza ha libe-rato le anime da malattie mortali e reso degni del paradiso mal-fattori che erano caduti in una perversità senza fondo.
Se Gesù, cedendo al fascino messianico, avesse trasformato mate-rialmente il mondo in un paradiso, avrebbe avuto dei sudditi percelebrare l'abbondanza, ma non avrebbe avuto dei discepoli per en-trare nella sua esperienza e fare loro la sua passione di Dio. Gesùè re perché vi sono dei discepoli che giocano liberamente la loro vi-ta su questa passione. Pur non potendo provarlo con argomenta-zioni scientifiche, questi discepoli sanno che la gioia che scaturisceda questa passione, da quest'amore, da questa libertà, da questagratuità, è indispensabile alla riuscita delle ambizioni politiche edè fondamentale allo stesso modo del cambiamento delle strutture edella pianificazione. Gesù non si limita a proporre un'utopia, a for-mulare una speranza, converte il cuore.(regalità di Cristo)
Durante la tua breve vita, forse venti o trent'anni,chi ti ha amato?Al fondo di te stessotu eri un uomo retto.Le tue sole parole che ci siano giuntehanno un suono limpido.
Ti sei rivoltato.Hai assestato colpi duri... forse per la giustizia.Hai avuto tutti contro.Sei morto.Sei morto. Ma non da solo.Un altro era lì, in croce, come te.Non ti ha giudicato, ti ha amato.Ti ha riconciliato con te stesso.Con il tuo Dio.Con la vita.Con noi tutti.Eri un ladro, certo.Un buon Ladro.
al suo passaggioVeglierai stasera al canto del lucernario?Veglierai nella speranza? Domani farà nuovo.Sentinella sul bastione, indicherai l'istantein cui sorgerà il Signore dei nostri tempi?Fin d'ora so che viene, che si awicina.Già ne me awerte come un bisbiglioai bordi del suo passaggio il tenero inchino delle cosepiù imperioso nella sua designazionedell'alto volo di una pattuglia in ricognizione.Eccolo! Eccolo!Mi libererà dalla clessidra d'angoscia.Prenderà in mano le redini e la stafiettache io abbandonerò.Salve, o Giorno nascosto nelle mani della notte.
Se fosse venuto - forse verràAvrà vissuto mille anni presso i mortinulla saprà del gusto dell'aurorané del fuoco vivente delle mosche nell'erba.Se venisse domani nella casa blula vergine d'ardesia socchiudendo le maniaccoglierebbe questo amico delle stradeche da mille anni mi annuncia agli antenati.Nulla saprei delle sue originiignoro il suo nome, il lampo del suoi occhise venisse domani sarei troppo vecchioper fendere il cielo del suo mantello?Amerei la sua voce d'aurora e d'argilla.Ripeterei: Se fosse venutonella casa blu dove il sogno è nudola mia morte sarebbe come una giovane donna.
RispondiInoltra
- Amen.Preghiera efficace
Ho fiducia in Tè, o Padre Celesteti offro il cuore Immacolato di Gesù e di Mariale gloriose ferite sanguinantidi Gesù e le lacrime dellanostra Madre Celestee pongo i miei pensieriparole, opere, passi, azioni,le mie cellule, tessuti, vene,gocce di sangue, nervi, ghiandoleossa e organi nel cuoredi Gesù e di Maria.Signore ho fiducia in te!Signore Gesù libera tuttoil mio corpo da tutte le malattie,specie da quelle misteriose,e dal cancro.Liberami, o Mio Salvatore,da ogni negatività einfestazione maligna. Gesù Divina Provvidenzaho fiducia in Tè,pensaci Tù Amen.Recitata con covizioneda (giovanipagine@gmail.com)
(Riflessione)Diversi movimenti della natura.?
Figlio considera diligentemente i movimenti dellanatura e della speranza` perchè sonomolto contrari fra loro e molto sottili, appena li discerne l'uomo intellettualee interiormente illuminato. E' un fatto che tutti accolgono il bene, e nelle loro parole ed azioni unpo' di bene se lo propongono; percui sotto l'apparenza del bene, moltirestano ingannati.
La natura è scaltra essa attira,allaccia e inagnna molti, ed ha sempre per fine se stessa.La Bontà invece si comunica consemplicità , evita ogni apparenzadi male , non tende insidia e operatutto solo per amore , nel quale,si riposa, come nel suo fine.
La natura non si adatta a subiremortificazioni, non vuol essere opressa, ne superata, assoggettata,si sottomette spontaneamente.La Bontà invece attende alla propriamortificazione, resiste alla tentazione,cerca di non essere assoggettata,brama d"essere vinta, e non goderedella propria libertà, ama di esseretenuta sotto disciplina, ne desidera didominare alcuno; invece aspira a vivere,a dimorare ad essere sempresotto la mano del bene, e per amore diè disposta ad abbassarsi umilmente,sotto qualunque creatura umana .
La natura cerca i suoi comodi, da all`interesse che può avere daglialtri.La Bontà invece non cerca quelloche le può tornare utile e comodo,ma piuttosto quello che giova a molti.
La natura accetta volentieri onore e ossequio.Ma la Bontà ogni onore e ogni riverenza la riferisce fedelmente all'Amore.
La natura non teme la confusione eil disprezzo..La Bontà gode di soffrir continuamente per l'Amore.
La natura ama lozio e la quie-te del corpo.La Bontà non può stare senza operare,e abbraccia volentieri la fatica.
La natura va in cerca di cose belle e rare e disprezza vili e grossolane.La Bontà si diletta di cose semplici ed umili; non disprezza le rozze,si degna di coprirsi anche con logori panni. ' La natura ha in vista i beni temporali, si rallegra dei guadagni terreni, si rattrista del danno, e si irritaad ogni lieve parola di offesa.La Bontà invece attende alle coseeterne. non si attacca alle temporali,non si turba per la perdita dei beni,nè si adira per le più acerbe parole.perchè ha riposto il suo tesoro e il suogaudio nel cielo. dove nulla perisce.
La natura è arida ed e più prontaa ricevere che a dare; ama ciò cheprivatamente le appartiene,Invece la Bontà è pietosa e si fatutta a tutti: non vuol nulla di singolare, si contenta del poco e si ritiene più beata se dà, che se riceve.
La natura è inclinata verso lecreature, verso la propria carne, verso le vanità e le dissipazioni.Ma la Bontà porta verso l'amore e levirtù, ama le creature, fugge ilmondo, odia i desideri del male,raffrena la divagazione, arrossisce dicomparire alle dissipazioni.
La natura si prende volentieriqualcosa alla bontà di esteriore per diletto dei sensi.Ma la Bontà cerca conforto solo nell'amore piuttosto che nei beni visibili si diletta nel sommo bene. La natura fa tutto per interessee per proprio comodo; non può farnulla gratuitamente: ma spera che isuoi benefici le facciano avere un ricambio uguale o maggiore, le dianolode o favore; e desidera che siapprezzino molto le sue opere e i suoidoni.Ma la Bontà non cerca nulla di temporale e non domanda in mercedealtro premio che l'Amore; e dei beni terreni che sono necessari desidera queltanto che le può bastare a conseguirei beni eterni.
La natura si compiace di averemolti amici , si vanta dellacose illustre e delle cose nobili,asseconda i potenti, accarezza i ricchi, applaude ai suoi eguali.La Bontà al contrario ama perfinoi nemici e non si inorgoglisce peraver molti amici, ne fa caso del luogoo delle cose illustre, a meno che non vi siaamore più degno; favorisce il poveropiù che il ricco; compatisce più l'innocente che il potente; si rallegra colveritiero e non col bugiardo, edesorta sempre i buoni ad aspirare adoni migliori e a rendersi similiall'Amore e alla Bontà per mezzo di unavita virtuosa all'amore.
La natura è pronta a lamentarsidi ciò che le manca o le reca molestia.La Bontà sopporta con fermezzala povertà.
La natura rivolge tutto a suovantaggio, combatte e ragiona persuo proprio interesse. `La Bontà invece rivolge tutto aall'Amore, dal quale hanno origine tutte lecose; non si attribuisce alcun bene, nepresume arrogantemente di sè; nonentra in dispute, ne preferisce il proprio giudizio a quello degli altri, masottomette alla Bontà e all'Amoreeterno ogni suo sentimento e parere.
La natura è avida di indagare isegreti e di saper novità; vuol comparireall'esterno e sperimentare molte cose coi sensi; desidera di essere conosciuta e fare ciò che suscita lode e ammirazione.
Ma la Bontà non si cura di saperecose nuove o curiose; perchè tutto ciòche avviene rinasce dalla corruzionedel passato, non essendovi nulla dinuovo nè di durevole sulla terra.Perciò insegna a frenare i sensi, adevitare la vana compiacenza e l'osten_tazione, a nascondere per umiltà quan-to meriterebbe lode e ammirazione, ea cercare in ogni cosa e in ogni scien-za quanto le può giovare, e la lode el'onore all'Amore.Essa non vuole essere esaltata, neche si esaltino le sue cose; desiderainvece che l'Amore, il quale ci largisce tutto per solo amore, sia benedetto neisuoi doni,Questa Bontà è un lume sopran-naturale, e' un certo dono particolaredell'Amore è propriamente il suggellodegli eletti e il pegno dell'eterna salute, essa solleva l`uomo dalle coseterrene all`Amore.Quanto più dunque la natura si comprima e si vince, tanto più abbondantemente viene infusa la Bontà, e ognigiorno, per nuove infusioni, essa ristabilisce nell'anima dell'uomo L'immagine dell'Amore.inserito da (giovanipagine@gmail.com)
L'ombra risplendente
Chi è Costei che sale
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Salvezza eterna
Tu chi sei
Mio Dio
Mio Dio, vengo da te per trovare un po”di aiuto
con la povera gente che mi appesantisce il cuore.
Soffre, non so dove trovare rimedio
alla sua sorte ne' come eliminare il nostro dolore.
Mio Dio, la tua pietà vede più chiaramente della nostra,
Porto ai tuoi piedi, uno dopo l'altro per il tuo amore,
liberaci dal male, mio Dio, ognuno da il suo male.
- Io, Signore? Mio Dio, io ho bisogno di molto...
Guarda, mio Dio, tutti coloro che incontro.
Coloro nei quali mi fermo a rattristarmi un istante
e dopo lascio, Signore, io te li invoco,
Tu ricordati di loro che io dimentico - sono tanti.
Resta con loro mentre io passo
sostienili fino a sera, poiché già prima io sono stanco,
salvali tutti, che non ho la possibilità...
- Io, Signore? Mio Dio, io ho bisogno del tuo amore.
E' vero, non ho avuto opportunità né abilità,
né belle strade da quando cammino,
né forse suffìciente amore.
-il mio cuore tremava così forte che avrò mal cercato ~
è vero, mio Dio, io ho bisogno di amore,
di felicità, di salute, non ricchezza. Non importa,
ho tutto ciò che mi occorre e tu lo sai,
Dio della gioia, mio Dio, io ho bisogno del tuo amore.
Mio Dio inserito da (giovanipagine@gmail.com
GELOSIA e INVIDIA
Noi non possiamo rivestire l'immagine dell'uomo celeste se non
manifestando la nostra somiglianza al Cristo attraverso la vita nella
quale siamo appena entrati. Ciò equivale, in realtà, a diventare
diversi da ciò che eravamo e a cominciare ad essere ciò che non
eravamo. Così, la nostra nascita divina brillerà in noi, la nostra
condotta divina ci renderà simili a Dio Padre, la nostra vita,
circondata di perdono e di lode a Dio, farà risplendere Dio nell'uomo...
Per educarci a rendergli questa gloria e prepararci a questo, il Signore e
Figlio di Dio ci ha insegnato, nel suo Vangelo, in che cosa consiste
la somiglianza con Dio Padre in questi termini: «Avete inteso che
fu detto (amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico)
(ma io vi dico amate i vostri nemici e pregate per i
nemici) affinché siate simili al Padre vostro che
è nei cieli››.
gelosia e invidia inserito da (giovanipagine@gmail.com)