martedì 2 gennaio 2024

S Messa 14 giugno

 

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O Dio nostro Padre, aiuta questa esule generazione alla pace
alla pace, solo Tu puoi, non guardare ai nostri peccati, ma alla 
poca fede che abbiamo, aiuta la tua chiesa alla conversione.
Ho Santa madre se puoi di a tuo figlio (come ai servi fate quello 
che vi dirà ) questa è la fede del cristiano fate quello che vi dirà.
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Alla Madonna Immacolata
Cuore di  Maria nostra avvocata sempre vergine,
illuminata dalla S.TRINITA' creatura immacolata
e Assunta in cielo

noi amaria giovanipagine@gmail.com

14:38 (5 ore fa)


s messa  14 giugno
Ouando meditano sulla storia della salvezza, i credenti sco-
prono un Dio sconvolto dalle sofferenze dei suoi e sempre
pronto a perdonare il loro peccato. Quest'amore compassio-
nevole, chiamato «misericordia», spinge Dio a prendere con-
tinuamente iniziative sempre più audaci e inattese per rista-
bilire con i suoi l'alleanza compromessa. Nella memoria del
popolo eletto, l'esodo resta l'evento fondatore, nel corso del
quale esso ha fatto l'esperienza della sollecitudine divina nei
suoi confronti. Il Signore lo ha riunito attorno a sé. Attraver-
so molte disavventure, senza lasciarsi mai scoraggiare dalle
sue molteplici e gravi scappatelle, preservandolo dai pericoli,
procurandogli nel deserto cibo e bevanda, egli lo ha condot-
to fino alla terra promessa. Questa tenerezza divina evoca
T'immagine del Dio-pastore cantato dal salmo 23.

Quando Gesû scende dalla montagna dove, secondo Matteo,
ha pronunciato il suo lungo discorso inaugurale, grandi folle
lo seguono su una strada costellata di miracoli: molte guari-
gioni, fra cui soprattutto quelle di un lebbroso, del servo del
centurione romano, della suocera di Pietro, di un paralitico,
di una donna inferma, di due ciechi e di un indemoniato mu-
to; espulsione del demonio che tormentava due uomini; tem-
pesta sedata. Uscendo da Cafarnao, Gesů chiama un pubbli-
cano (vangelo di domenica scorsa). Strada facendo, sosta nel-
le sinagoghe delle città e dei villaggi per proclamare la buo-
na novela del Regno. Gesù ha fatto tutto questo mosso da
pietà per le folle stanche e sfinite, «come pecore senza pa-
store». Vedendole. il suo cuore ne resta sconvolto, come quel-
lo di Dio. 
Affinché il maggior numero di persone possibile possa bene-
ficiare di questa misericordia, egli sceglie dodici dei suoi di-
scepoli e li manda, con i suoİ stessi poteri, a proclamare il suo
messaggio, a guarire i malati e a scacciare i demoni. Non li
chiama «pastori», ma «operai della mèsse» che Dio fa germo-
gliare attraverso la Parola. Vi è, infatti, un solo pastore, il Cri-
sto morto per le folle straziate dal peccato. E lui che salva dal-
la collera divina, giustifica e riconcilia con il Padre, ridona la
vita. Scrivendo tutto questo, Matteo ricorda alle comunità cri-
stiane di tutti i tempi che la Chiesa ha la missione di testimo-
niare, con le sue azioni, la misericordia di Dio in mezzo alle fol-
le, in conformità all'insegnamento e all'esempio del Signore.

antifona d'ingresso Sal. 26,7.9
Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto, non respingermi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.teotno o

colletta
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre
invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fede-
li ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni
e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

oppure
O Padre, che hai fatto di noi un popolo profetico e sacerdo-
tale, chiamato ad essere segno visibile della nuova realtà
del tuo regno, donaci di vivere in piena comunione con te
nel sacrificio di lode e nel servizio dei fratelli, per diventa-
re missionari e testimoni del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù Cristo..

prima lettura  Es 19,2-6a
Quando Dio sceglie un profeta, lo
fa sempre in vista di una missione a beneficio di altri: cosi 
Mose', il prototipo di questi inviati, e piu' tardi Gesu', l'Inviato,
il profeta per eccellenza. Lo stesso avviene nel caso del po-
polo dell'alleanza e, oggi, della Chiesa. Di conseguenza, non
si deve vantare di essere stati scelti di Dio quasi che si
trattasse di una dignità o di un titolo onorifico. Questa gra-
zia, data in vista di una missione, comporta una responsa-
bilita': testimoniare la santita di Dio davanti ai popoli.

DAL LUBR0 DELL'ESODO
In quei giorni, gli lsraeliti, levate le tende da Refidirn, giunse-
ro al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si ac-
campo davanti al monte.
Mose' sali verso Dio, e il Signore lo chiamo dal monte, dicen-
do: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli
Israeliti: "Voi stessi avete visto cio che io ho fatto all'Egitto e
come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino
a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la
mia alleanza, voi sarete per me una proprietã particolare tra
tutti i popoli; mia infatti e tutta la terra! Voi sarete per me un
regno di sacerdoti e una nazione santa". - Parola di Dio.

salmo responsoriale  99,2; 3; 5
Popolo scelto da Dio per proclamare il suo amore: una gra-
zia e una responsabilita'.

RIT. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza./R

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo./R

Buono e il Signore,
il suo amore è per sernpre,
la sua fedelta di generazione in generazione. /R

seconda lettura. Rm 5,6-11
Il passaggio dallo stato di peccatori a quello di credenti é
possibile grazie alla morte e alla risurrezione di Cristo ohe
ci riconciliano con Dio. Noi poniamo quindi la nostra fie-
rezza non in noi stessi, che siamo radicalmente incapaci di
conseguire la salvezza, la giustizia, ma in Dio che ci ama e
in Gesiù salvatore.

DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AL ROMANI
Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito
Cristo mori per gli empi., ora, a stento qualcuno è disposto a
morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una
persona buona.
Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, men-
tre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A mag-
gior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati
dall'ira per mezzo di lui.
Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con
Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto piů, ora che
siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita, Non
solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore no-
stro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la ri-
conciliazione. - Parola di Dio.

canto al Vangelo Mc 1,15
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino:
convertitevi e credete nel Vangelo.

Vangelo Mt 9,36-10,8
Durante la sua vita terrena, Gesù ha potuto avvicinare solo
qualche peccatore, come, ad esempio, il pubblicano Matteo
di cui ha fatto un discepolo. Ma, come quella di Dio, la sua
misericordia, questo sentimento che prende alle viscere, e
senza limiti. Non potendo essere contemporaneamente ovun-
 que, egli ha scelto dodici apostoli e li ha inviati in missione
in tutta la regione, donando loro istruzioni simili a quelle
ricevute da lui stesso dal Padre. Al momento della sua
Ascensione al cielo, egli farà del mondo intero il campo del
loro apostolato. Dovranno raccogliere i frutti di un seme che
essi hanno solo sparso e che è stato fatto germogliare da un
Altro. Oggi, egli non è più in mezzo a noi per scegliere e in-
viare gli operai nella sua mèsse. Bisogna quindi chiederli a
Dio nella preghiera.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesů, vedendo le folle, ne senti compassione,
perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno
pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbon-
dante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore
della messe perchê mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli
spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni in-
fermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pie-
tro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedēo, e Gio-
vanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo
il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Ca-
naneo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradi.
Questi sono i Dodici che Gesū invið, ordinando loro: «Non an-
date fra i pagani e non entrate nelle cittā dei Samaritani; ri-
volgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'israele.
Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vi-
cino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i leb-
brosi, scacciate i demõni. Gratuitamente avete ricevuto, gra-
tuitamente date», - Parola del Signore.

preghiera
O Dio, che nel pane e nel vino doni all'uomo il cibo che lo
alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa' che non ci ven-
ga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito.
Per Cristo nostro Signore. 

antifona  Sal. 26,4
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita.

oppure Gv 17,11
Dice il Signore: «Padre santo, custodisci nel tuo nome colo-
ro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi,

preghiera
Signore, la partecipazione a questo sacramento, segno del-
la nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa nell'unità e
nella pace. Per Cristo nostro Signore.

sviluppi
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro
ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi
tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28, 19-20).

Sia dungue noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta
ai pagani ed essi l'ascolteranno! (At 28,28).

Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il po-
polo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di
lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce (1Pt 2,9).

Gesù chiama il vangelo mietitura. E come se dicesse: «Tutto è pron-
to, tutte le disposizioni sono state prese. Vi mando a mietere il gra-
no maturo; potrete seminare e mietere nello stesso giornol». Quan-
do l'agricoltore esce di casa per andare a mietere è pieno di gioia
e raggiante di felicità. Non pensa né alle sofferenze né alle diffi-
coltà che potrà incontrare. Pensando alla messe che potrà am-
 massare, egli corre e si affretta a portare a termine il raccolto del-
l'annata. Nulla può traltenerlo, ostacolarlo o indurlo a dubitare
dell'avvenire.
Giovanni Crisostormo, Omelia sulla mésse abbondante)

Sono stato li per serivere all'Università di Parigi o perlomeno al
nostro maestro De Cornibus e al dottor Picardo per dire loro quan-
te migliaia e milioni di pagani si farebbero cristiani se vi fossero
operai per la mèsse.
(Francesco Savefio, Lettera del 15 gennaio 1544)

Conteranno molto, nella storia della Chiesa, le forme di apostola-
to che fanno molto chiasso?. Ciò che conta non è né la superficie,
né la lunghezza, né la larghezza. E' la profondità. L'apostolato si
misura con la sonda e non con la corda.
(L. Cerfaux, Il discorso missionario)

Dio ha deciso che certi sforzi si sarebbero fatti solo in seguito alla
preghiera dei suoi figli. Come il duro lavoro è una delle condizio-
ni del raccolto, cosi la preghiera è una delle condizioni della mès-
se di Dio.. Essa è il nostro strumento, il trapano che scava in
profondità per farne scaturire Dio.

(J. Loew. Come se vedesse l'ivisibile)

Pensate solo a Dio e alla diffusione del suo regno. E latteggia-
mento proprio della carità.. Nella carità non vi è più nulla di me
stesso. E l'immersione nella sorgente. Il suo desiderio diventa il
mio desiderio.
(VCh. Journet, Come una frecia incandescente) 































































 





























Pur essendovi un certo lasso di tempo ƒra la prima e la seconda ve-
nuta di Cristo, ormai il tempo non conta più. A dir vero, attual-
mente esso non va più verso la fine; la affianca continuamente. Cri-
sto lo ripete: egli è vicino oggi esattamente come venti secoli 
fa e non è meno vicino dell'ora del suo ritorno.

Fa', Signore, che un uomo sia santo e grande
e donagli una notte profonda, infinita,
nella quale andrà più lontano di quanto non si sia mai stati;
donagli una notte nella quale tutto si schiuda,
e che questa notte sia odorosa come i glicini,
e leggera come il soflio dei venti,
e gioiosa come Lui.
Dona all'uomo una notte che permetta
di ricevere ciò che mai ancora
ha raggiunto profondità umane;
dona una notte nella quale tutto fiorisca
e rendilo odoroso più del lillà,
cullante più del volo dei tuoi venti,
più gioiosa di Lui.
Dona a quest'uomo una lunga maturazione,
fallo crescere in abiti sempre più ampi
e donagli la solitudine di una stella
perché nessun sguardo stupito lo oltraggi 
quando i suoi tratti, fondendosi, muteranno. 
Confortalo con puro alimento,
non rugiada, non con carne uccisa,
con questa vita che, leggera come una preghiera
e calda come un respiro, sale dai campi.
Fa ` che ritrovi la sua infanzia,
l'inconscio e le meraviglie
e i racconti carichi di ricchezze oscure
dei primi anni quando i pensieri si vegliano.
Chiedigli allora di attendere l'ora
in cui egli partorirà la Morte, la sovrana:
solitarie e mormoranti come un parco,
come qualcuno che è maturato lontano.



 Regalità di Cristo
Il pentito parla del regno. Ma che cosa vedi che assomigli a un re-
gno? Tu vedi solo la croce e i chiodi. Ma è proprio la stessa croce
ad essere segno del regno. Se chiamo re il Cristo, è proprio perché
lo vedo crocifisso; è dovere di un re morire per il suo popolo. Lo ha
detto lui stesso: «Il buon pastore dà la vita per le sue pecore». Il Cri-
sto ha dato la sua vita, ecco perché io lo chiamo re: «Ricordati di
me, Signore, nel tuo regno››. Vedi l'ardire del ladrone. Crocifisso,
non dimentica il suo mestiere e ruba, con la sua confessione, il re-
gno dei cieli. Per quanto mi riguarda, non solo lo ammiro, ma in-
vidio la sua sorte. «0ggi, tu sarai con me in paradiso». Quale ono-
re, quale grandezza della filantropia divina! Come ammiriamo il
medico che guarisce un uomo da una malattia apparentemente in-
curabile, così, fratelli, ammirate il Cristo, la cui potenza ha libe-
rato le anime da malattie mortali e reso degni del paradiso mal-
fattori che erano caduti in una perversità senza fondo.

Se Gesù, cedendo al fascino messianico, avesse trasformato mate-
rialmente il mondo in un paradiso, avrebbe avuto dei sudditi per
celebrare l'abbondanza, ma non avrebbe avuto dei discepoli per en-
trare nella sua esperienza e fare loro la sua passione di Dio. Gesù
è re perché vi sono dei discepoli che giocano liberamente la loro vi-
ta su questa passione. Pur non potendo provarlo con argomenta-
zioni scientifiche, questi discepoli sanno che la gioia che scaturisce
da questa passione, da quest'amore, da questa libertà, da questa
gratuità, è indispensabile alla riuscita delle ambizioni politiche ed
è fondamentale allo stesso modo del cambiamento delle strutture e
della pianificazione. Gesù non si limita a proporre un'utopia, a for-
mulare una speranza, converte il cuore.
(regalità di Cristo)

Durante la tua breve vita, forse venti o trent'anni,
chi ti ha amato?
Al fondo di te stesso
tu eri un uomo retto.
Le tue sole parole che ci siano giunte
hanno un suono limpido.

Ti sei rivoltato.
Hai assestato colpi duri... 
forse per la giustizia.
Hai avuto tutti contro.
Sei morto.
Sei morto. Ma non da solo.
Un altro era lì, in croce, come te.
Non ti ha giudicato, ti ha amato.
Ti ha riconciliato con te stesso.
Con il tuo Dio.
Con la vita.
Con noi tutti.
Eri un ladro, certo.
Un buon Ladro.

al suo passaggio
Veglierai stasera al canto del lucernario?
Veglierai nella speranza? Domani farà nuovo.
Sentinella sul bastione, indicherai l'istante
in cui sorgerà il Signore dei nostri tempi?
Fin d'ora so che viene, che si awicina.
Già ne me awerte come un bisbiglio
ai bordi del suo passaggio il tenero inchino delle cose
più imperioso nella sua designazione
dell'alto volo di una pattuglia in ricognizione.
Eccolo! Eccolo!
Mi libererà dalla clessidra d'angoscia.
Prenderà in mano le redini e la stafietta
che io abbandonerò.
Salve, o Giorno nascosto nelle mani della notte.


Se fosse venuto - forse verrà
Avrà vissuto mille anni presso i morti
nulla saprà del gusto dell'aurora
né del fuoco vivente delle mosche nell'erba.
Se venisse domani nella casa blu
la vergine d'ardesia socchiudendo le mani
accoglierebbe questo amico delle strade
che da mille anni mi annuncia agli antenati.
Nulla saprei delle sue origini
ignoro il suo nome, il lampo del suoi occhi
se venisse domani sarei troppo vecchio
per fendere il cielo del suo mantello?
Amerei la sua voce d'aurora e d'argilla.
Ripeterei: Se fosse venuto
nella casa blu dove il sogno è nudo
la mia morte sarebbe come una giovane donna.




 


  
















 

  

  





  
 

  
























































 












 


























- Amen.Preghiera efficace
Ho fiducia in Tè, o Padre Celeste
ti offro il cuore Immacolato 
di Gesù e di Maria
le gloriose ferite sanguinanti
di Gesù e le lacrime della
nostra Madre Celeste
e pongo i miei pensieri
parole, opere, passi, azioni,
le mie cellule, tessuti, vene,
gocce di sangue, nervi, ghiandole
ossa e organi nel cuore
di Gesù e di Maria.
Signore ho fiducia in te!
Signore Gesù libera tutto
il mio corpo da tutte le malattie,
specie da quelle misteriose,
e dal cancro.
Liberami, o Mio Salvatore,
da ogni negatività e
infestazione maligna. 
Gesù Divina Provvidenza
ho fiducia in Tè,
pensaci Tù  Amen.
Recitata con covizione
da (giovanipagine@gmail.com)

(Riflessione)
Diversi movimenti della natura.?

Figlio considera 
diligentemente i movimenti della
natura e della speranza` perchè sono
molto contrari fra loro e molto sottili, 
appena li discerne l'uomo intellettuale
e interiormente illuminato. 
E' un fatto che tutti accolgono il 
bene, e nelle loro parole ed azioni un
po' di bene se lo propongono; per
cui sotto l'apparenza del bene, molti
restano ingannati.

La natura è scaltra essa attira,
allaccia e inagnna molti, ed ha 
sempre per fine se stessa.
La Bontà invece si comunica con
semplicità , evita ogni apparenza
di male , non tende insidia e opera
tutto solo per amore , nel quale,
si riposa, come nel suo fine.

La natura non si adatta a subire
mortificazioni, non vuol essere 
opressa, ne superata, assoggettata,
si sottomette spontaneamente.
La Bontà invece attende alla propria
mortificazione, resiste alla tentazione,
cerca di non essere assoggettata,
brama d"essere vinta, e non godere
della propria libertà, ama di essere
tenuta sotto disciplina, ne desidera di
dominare alcuno; invece aspira a vivere,
a dimorare ad essere sempre
sotto la mano del bene, e per amore di
è disposta ad abbassarsi umilmente,
sotto qualunque creatura umana .

La natura cerca i suoi comodi, 
da all`interesse che può avere dagli
altri.
La Bontà invece non cerca quello
che le può tornare utile e comodo,
ma piuttosto quello che giova a molti.

La natura accetta volentieri 
onore e ossequio.
Ma la Bontà ogni onore e ogni 
riverenza la riferisce fedelmente all'Amore

La natura non teme la confusione e
il disprezzo..
La Bontà gode di soffrir continuamente
 per l'Amore. 

La natura ama lozio e la quie-
te del corpo.
La Bontà non può stare senza operare,
e abbraccia volentieri la fatica.

La natura va in cerca di cose belle 
e rare e disprezza vili e grossolane.
La Bontà si diletta di cose semplici 
ed umili; non disprezza le rozze,
si degna di coprirsi anche con 
logori panni.
 '
 La natura ha in vista i beni temporali, 
si rallegra dei guadagni terreni, 
si rattrista del danno, e si irrita
ad ogni lieve parola di offesa.
La Bontà invece attende alle cose
eterne. non si attacca alle temporali,
non si turba per la perdita dei beni,
nè si adira per le più acerbe parole.
perchè ha riposto il suo tesoro e il suo
gaudio nel cielo. dove nulla perisce.

La natura è arida ed e più pronta
a ricevere che a dare; ama ciò che
privatamente le appartiene,
Invece la Bontà è pietosa e si fa
tutta a tutti: non vuol nulla di 
singolare, si contenta del poco e si 
ritiene più beata se dà, che se riceve.

La natura è inclinata verso le
creature, verso la propria carne, 
verso le vanità e le dissipazioni.
Ma la Bontà porta verso l'amore e le
virtù, ama le creature, fugge il
mondo, odia i desideri del male,
raffrena la divagazione, arrossisce di
comparire alle dissipazioni.

La natura si prende volentieri
qualcosa alla bontà di esteriore 
per diletto dei sensi.
Ma la Bontà cerca conforto solo 
nell'amore piuttosto che nei beni 
visibili si diletta nel sommo bene.
 
La natura fa tutto per interesse
e per proprio comodo; non può far
nulla gratuitamente: ma spera che i
suoi benefici le facciano avere un 
ricambio uguale o maggiore, le diano
lode o favore; e desidera che si
apprezzino molto le sue opere e i suoi
doni.
Ma la Bontà non cerca nulla di 
temporale e non domanda in mercede
altro premio che l'Amore; e dei beni 
terreni che sono necessari desidera quel
tanto che le può bastare a conseguire
i beni eterni.

La natura si compiace di avere
molti amici , si vanta della
cose illustre e delle cose nobili,
asseconda i potenti, accarezza i 
ricchi, applaude ai suoi eguali.
La Bontà al contrario ama perfino
i nemici e non si inorgoglisce per
aver molti amici, ne fa caso del luogo
o delle cose illustre, a meno che non vi sia
amore più degno; favorisce il povero
più che il ricco; compatisce più 
l'innocente che il potente; si rallegra col
veritiero e non col bugiardo, ed
esorta sempre i buoni ad aspirare a
doni migliori  e a rendersi simili
all'Amore e alla Bontà per mezzo di una
vita virtuosa all'amore.

La natura è pronta a lamentarsi
di ciò che le manca o le reca molestia.
La Bontà sopporta con fermezza
la povertà.

La natura rivolge tutto a suo
vantaggio, combatte e ragiona per
suo proprio interesse. `
La Bontà invece rivolge tutto a
all'Amore, dal quale hanno origine tutte le
cose; non si attribuisce alcun bene, ne
presume arrogantemente di sè; non
entra in dispute, ne preferisce il 
proprio giudizio a quello degli altri, ma
sottomette alla Bontà e all'Amore
eterno ogni suo sentimento e parere.

La natura è avida di indagare i
segreti e di saper novità; vuol comparire
all'esterno e sperimentare molte cose coi 
sensi; desidera di essere conosciuta e 
fare ciò che suscita lode e ammirazione.

Ma la Bontà non si cura di sapere
cose nuove o curiose; perchè tutto ciò
che avviene rinasce dalla corruzione
del passato, non essendovi nulla di
nuovo nè di durevole sulla terra.
Perciò insegna a frenare i sensi, ad
evitare la vana compiacenza e l'osten_
tazione, a nascondere per umiltà quan-
to meriterebbe lode e ammirazione, e
a cercare in ogni cosa e in ogni scien-
za quanto le può giovare, e la lode e
l'onore all'Amore.
Essa non vuole essere esaltata, ne
che si esaltino le sue cose; desidera
invece che l'Amore, il quale ci largisce 
tutto per solo amore, sia benedetto nei
suoi doni,
Questa Bontà è un lume sopran-
naturale, e' un certo dono particolare
dell'Amore è propriamente il suggello
degli eletti e il pegno dell'eterna 
salute, essa solleva l`uomo dalle cose
terrene all`Amore.
Quanto più dunque la natura si comprima 
e si vince, tanto più abbondantemente 
viene infusa la Bontà, e ogni
giorno, per nuove infusioni, essa 
ristabilisce nell'anima dell'uomo 
L'immagine dell'Amore.
inserito da (giovanipagine@gmail.com)


L'ombra risplendente

Chi è Costei che sale
a oriente dei cieli nuovi,
come un'alba sul mondo,
come una gioia per il suo Dio,
donna battezzata nel fuoco
e nel Soffio dall'alto?
Nessuno ha visto passare gli angeli
che l'hanno sottratta alla nostra notte,
ma il loro inno di lode
ci dice il tuo nome, o Maria,
donna che il suo Figlio ha benedetta
e che sale verso di lui.
L'ombra ora risplende
delle luminosità del Paradiso,
tu compi il tuo esodo
sotto il sole dell'estate,
donna il cui cuore ha conservato
la Parola di vita.
Dio ti ha incoronata di stelle
e tu brilli sul tempo,
la tua vittoria ci svela
l'ultimo scacco della morte,
donna gloriƒicata nel suo corpo
dove prese carne il Vivente.
Tu che risplendi di gloria
a oriente dell'ultimo giorno,
davanti a Dio conserva memoria
di questa terra dove si muore;
donna tanto pregata dai peccatori,
intercedi per noi.



o anche
                       Il dubbio della grazia

Salvezza eterna


Tu chi sei




Mio Dio
Mio Dio, vengo da te per trovare un po”di aiuto
con la povera gente che mi appesantisce il cuore.
Soffre, non so dove trovare rimedio
alla sua sorte ne' come eliminare il nostro dolore.
Mio Dio, la tua pietà vede più chiaramente della nostra,
Porto ai tuoi piedi, uno dopo l'altro per il tuo amore,
liberaci dal male, mio Dio, ognuno da il suo male.
- Io, Signore? Mio Dio, io ho bisogno di molto...
Guarda, mio Dio, tutti coloro che incontro.
Coloro nei quali mi fermo a rattristarmi un istante
e dopo lascio, Signore, io te li invoco,
Tu ricordati di loro che io dimentico - sono tanti.
Resta con loro mentre io passo
sostienili fino a sera, poiché già prima io sono stanco,
salvali tutti, che non ho la possibilità...
- Io, Signore? Mio Dio, io ho bisogno del tuo amore.
E' vero, non ho avuto opportunità né abilità,
né belle strade da quando cammino,
né forse suffìciente amore.
-il mio cuore tremava così forte che avrò mal cercato ~
è vero, mio Dio, io ho bisogno di amore,
di felicità, di salute, non ricchezza. Non importa,
ho tutto ciò che mi occorre e tu lo sai,
Dio della gioia, mio Dio, io ho bisogno del tuo amore.

Mio Dio inserito da (giovanipagine@gmail.com

GELOSIA e INVIDIA
Noi non possiamo rivestire l'immagine dell'uomo celeste se non 
manifestando la nostra somiglianza al Cristo attraverso la vita nella
quale siamo appena entrati. Ciò equivale, in realtà, a diventare 
diversi da ciò che eravamo e a cominciare ad essere ciò che non 
eravamo. Così, la nostra nascita divina brillerà in noi, la nostra 
condotta divina ci renderà simili a Dio Padre, la nostra vita, 
circondata di perdono e di lode a Dio, farà risplendere Dio nell'uomo... 
Per educarci a rendergli questa gloria e prepararci a questo, il Signore e
Figlio di Dio ci ha insegnato, nel suo Vangelo, in che cosa consiste
la somiglianza con Dio Padre in questi termini: «Avete inteso che
fu detto (amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico)
(ma io vi dico amate i vostri nemici e pregate per i
nemici)  affinché siate simili al Padre vostro che
è nei cieli››.

gelosia e invidia inserito da (giovanipagine@gmail.com)




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