----------------------------------------------------------------------------
O Dio nostro Padre, aiuta questa esule generazione alla pacealla pace, solo Tu puoi, non guardare ai nostri peccati, ma alla poca fede che abbiamo, aiuta la tua chiesa alla conversione.Ho Santa madre se puoi di a tuo figlio (come ai servi fate quello che vi dirà ) questa è la fede del cristiano fate quello che vi dirà.---------------------------------------------------------------------------------
Alla Madonna Immacolata
Cuore di Maria nostra avvocata sempre vergine,illuminata dalla S.TRINITA' creatura immacolatae Assunta in cielonoi amaria giovanipagine@gmail.com
14:38 (5 ore fa)
s messa 14 giugno
Ouando meditano sulla storia della salvezza, i credenti sco-
prono un Dio sconvolto dalle sofferenze dei suoi e sempre
pronto a perdonare il loro peccato. Quest'amore compassio-
nevole, chiamato «misericordia», spinge Dio a prendere con-
tinuamente iniziative sempre più audaci e inattese per rista-
bilire con i suoi l'alleanza compromessa. Nella memoria del
popolo eletto, l'esodo resta l'evento fondatore, nel corso del
quale esso ha fatto l'esperienza della sollecitudine divina nei
suoi confronti. Il Signore lo ha riunito attorno a sé. Attraver-
so molte disavventure, senza lasciarsi mai scoraggiare dalle
sue molteplici e gravi scappatelle, preservandolo dai pericoli,
procurandogli nel deserto cibo e bevanda, egli lo ha condot-
to fino alla terra promessa. Questa tenerezza divina evoca
T'immagine del Dio-pastore cantato dal salmo 23.
Quando Gesû scende dalla montagna dove, secondo Matteo,
ha pronunciato il suo lungo discorso inaugurale, grandi folle
lo seguono su una strada costellata di miracoli: molte guari-
gioni, fra cui soprattutto quelle di un lebbroso, del servo del
centurione romano, della suocera di Pietro, di un paralitico,
di una donna inferma, di due ciechi e di un indemoniato mu-
to; espulsione del demonio che tormentava due uomini; tem-
pesta sedata. Uscendo da Cafarnao, Gesů chiama un pubbli-
cano (vangelo di domenica scorsa). Strada facendo, sosta nel-
le sinagoghe delle città e dei villaggi per proclamare la buo-
na novela del Regno. Gesù ha fatto tutto questo mosso da
pietà per le folle stanche e sfinite, «come pecore senza pa-
store». Vedendole. il suo cuore ne resta sconvolto, come quel-
lo di Dio. Affinché il maggior numero di persone possibile possa bene-
ficiare di questa misericordia, egli sceglie dodici dei suoi di-
scepoli e li manda, con i suoİ stessi poteri, a proclamare il suo
messaggio, a guarire i malati e a scacciare i demoni. Non li
chiama «pastori», ma «operai della mèsse» che Dio fa germo-
gliare attraverso la Parola. Vi è, infatti, un solo pastore, il Cri-
sto morto per le folle straziate dal peccato. E lui che salva dal-
la collera divina, giustifica e riconcilia con il Padre, ridona la
vita. Scrivendo tutto questo, Matteo ricorda alle comunità cri-
stiane di tutti i tempi che la Chiesa ha la missione di testimo-
niare, con le sue azioni, la misericordia di Dio in mezzo alle fol-
le, in conformità all'insegnamento e all'esempio del Signore.
antifona d'ingresso Sal. 26,7.9
Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto, non respingermi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.teotno o
colletta
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre
invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fede-
li ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni
e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
oppure
O Padre, che hai fatto di noi un popolo profetico e sacerdo-
tale, chiamato ad essere segno visibile della nuova realtà
del tuo regno, donaci di vivere in piena comunione con te
nel sacrificio di lode e nel servizio dei fratelli, per diventa-
re missionari e testimoni del Vangelo. Per il nostro Signore Gesù Cristo..
prima lettura Es 19,2-6a
Quando Dio sceglie un profeta, lo
fa sempre in vista di una missione a beneficio di altri: cosi Mose', il prototipo di questi inviati, e piu' tardi Gesu', l'Inviato,
il profeta per eccellenza. Lo stesso avviene nel caso del po-
polo dell'alleanza e, oggi, della Chiesa. Di conseguenza, non
si deve vantare di essere stati scelti di Dio quasi che si
trattasse di una dignità o di un titolo onorifico. Questa gra-
zia, data in vista di una missione, comporta una responsa-
bilita': testimoniare la santita di Dio davanti ai popoli.
DAL LUBR0 DELL'ESODO
In quei giorni, gli lsraeliti, levate le tende da Refidirn, giunse-
ro al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si ac-
campo davanti al monte.
Mose' sali verso Dio, e il Signore lo chiamo dal monte, dicen-
do: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli
Israeliti: "Voi stessi avete visto cio che io ho fatto all'Egitto e
come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino
a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la
mia alleanza, voi sarete per me una proprietã particolare tra
tutti i popoli; mia infatti e tutta la terra! Voi sarete per me un
regno di sacerdoti e una nazione santa". - Parola di Dio.
salmo responsoriale 99,2; 3; 5
Popolo scelto da Dio per proclamare il suo amore: una gra-
zia e una responsabilita'.
RIT. Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza./R
Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo./R
Buono e il Signore,
il suo amore è per sernpre,
la sua fedelta di generazione in generazione. /R
seconda lettura. Rm 5,6-11Il passaggio dallo stato di peccatori a quello di credenti é
possibile grazie alla morte e alla risurrezione di Cristo ohe
ci riconciliano con Dio. Noi poniamo quindi la nostra fie-
rezza non in noi stessi, che siamo radicalmente incapaci di
conseguire la salvezza, la giustizia, ma in Dio che ci ama e
in Gesiù salvatore.
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AL ROMANI
Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito
Cristo mori per gli empi., ora, a stento qualcuno è disposto a
morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una
persona buona.
Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, men-
tre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A mag-
gior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati
dall'ira per mezzo di lui.
Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con
Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto piů, ora che
siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita, Non
solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore no-
stro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la ri-
conciliazione. - Parola di Dio.
canto al Vangelo Mc 1,15
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino:
convertitevi e credete nel Vangelo.
Vangelo Mt 9,36-10,8
Durante la sua vita terrena, Gesù ha potuto avvicinare solo
qualche peccatore, come, ad esempio, il pubblicano Matteo
di cui ha fatto un discepolo. Ma, come quella di Dio, la sua
misericordia, questo sentimento che prende alle viscere, e
senza limiti. Non potendo essere contemporaneamente ovun- que, egli ha scelto dodici apostoli e li ha inviati in missionein tutta la regione, donando loro istruzioni simili a quelle
ricevute da lui stesso dal Padre. Al momento della sua
Ascensione al cielo, egli farà del mondo intero il campo del
loro apostolato. Dovranno raccogliere i frutti di un seme che
essi hanno solo sparso e che è stato fatto germogliare da un
Altro. Oggi, egli non è più in mezzo a noi per scegliere e in-
viare gli operai nella sua mèsse. Bisogna quindi chiederli a
Dio nella preghiera.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
In quel tempo, Gesů, vedendo le folle, ne senti compassione,
perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno
pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbon-
dante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore
della messe perchê mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli
spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni in-
fermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pie-
tro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedēo, e Gio-
vanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo
il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Ca-
naneo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradi.
Questi sono i Dodici che Gesū invið, ordinando loro: «Non an-
date fra i pagani e non entrate nelle cittā dei Samaritani; ri-
volgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'israele.
Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vi-
cino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i leb-
brosi, scacciate i demõni. Gratuitamente avete ricevuto, gra-
tuitamente date», - Parola del Signore.
preghiera
O Dio, che nel pane e nel vino doni all'uomo il cibo che lo
alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa' che non ci ven-
ga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito.
Per Cristo nostro Signore.
antifona Sal. 26,4
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita.
oppure Gv 17,11
Dice il Signore: «Padre santo, custodisci nel tuo nome colo-
ro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi,
preghiera
Signore, la partecipazione a questo sacramento, segno del-
la nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa nell'unità e
nella pace. Per Cristo nostro Signore.
sviluppi
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro
ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi
tutti i giorni, fino alla fine del mondo (Mt 28, 19-20).
Sia dungue noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta
ai pagani ed essi l'ascolteranno! (At 28,28).
Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il po-
polo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di
lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce (1Pt 2,9).
Gesù chiama il vangelo mietitura. E come se dicesse: «Tutto è pron-
to, tutte le disposizioni sono state prese. Vi mando a mietere il gra-
no maturo; potrete seminare e mietere nello stesso giornol». Quan-
do l'agricoltore esce di casa per andare a mietere è pieno di gioia
e raggiante di felicità. Non pensa né alle sofferenze né alle diffi-
coltà che potrà incontrare. Pensando alla messe che potrà am- massare, egli corre e si affretta a portare a termine il raccolto del-l'annata. Nulla può traltenerlo, ostacolarlo o indurlo a dubitare
dell'avvenire.
Giovanni Crisostormo, Omelia sulla mésse abbondante)
Sono stato li per serivere all'Università di Parigi o perlomeno al
nostro maestro De Cornibus e al dottor Picardo per dire loro quan-
te migliaia e milioni di pagani si farebbero cristiani se vi fossero
operai per la mèsse.
(Francesco Savefio, Lettera del 15 gennaio 1544)
Conteranno molto, nella storia della Chiesa, le forme di apostola-
to che fanno molto chiasso?. Ciò che conta non è né la superficie,
né la lunghezza, né la larghezza. E' la profondità. L'apostolato si
misura con la sonda e non con la corda.
(L. Cerfaux, Il discorso missionario)
Dio ha deciso che certi sforzi si sarebbero fatti solo in seguito alla
preghiera dei suoi figli. Come il duro lavoro è una delle condizio-
ni del raccolto, cosi la preghiera è una delle condizioni della mès-
se di Dio.. Essa è il nostro strumento, il trapano che scava in
profondità per farne scaturire Dio.
(J. Loew. Come se vedesse l'ivisibile)
Pensate solo a Dio e alla diffusione del suo regno. E latteggia-
mento proprio della carità.. Nella carità non vi è più nulla di me
stesso. E l'immersione nella sorgente. Il suo desiderio diventa il
mio desiderio.
(VCh. Journet, Come una frecia incandescente)
Pur essendovi un certo lasso di tempo ƒra la prima e la seconda ve-nuta di Cristo, ormai il tempo non conta più. A dir vero, attual-mente esso non va più verso la fine; la affianca continuamente. Cri-sto lo ripete: egli è vicino oggi esattamente come venti secoli fa e non è meno vicino dell'ora del suo ritorno.
Fa', Signore, che un uomo sia santo e grandee donagli una notte profonda, infinita,nella quale andrà più lontano di quanto non si sia mai stati;donagli una notte nella quale tutto si schiuda,e che questa notte sia odorosa come i glicini,e leggera come il soflio dei venti,e gioiosa come Lui.Dona all'uomo una notte che permettadi ricevere ciò che mai ancoraha raggiunto profondità umane;dona una notte nella quale tutto fioriscae rendilo odoroso più del lillà,cullante più del volo dei tuoi venti,più gioiosa di Lui.Dona a quest'uomo una lunga maturazione,fallo crescere in abiti sempre più ampie donagli la solitudine di una stellaperché nessun sguardo stupito lo oltraggi quando i suoi tratti, fondendosi, muteranno. Confortalo con puro alimento,non rugiada, non con carne uccisa,con questa vita che, leggera come una preghierae calda come un respiro, sale dai campi.Fa ` che ritrovi la sua infanzia,l'inconscio e le meravigliee i racconti carichi di ricchezze oscuredei primi anni quando i pensieri si vegliano.Chiedigli allora di attendere l'orain cui egli partorirà la Morte, la sovrana:solitarie e mormoranti come un parco,come qualcuno che è maturato lontano.
Regalità di CristoIl pentito parla del regno. Ma che cosa vedi che assomigli a un re-gno? Tu vedi solo la croce e i chiodi. Ma è proprio la stessa crocead essere segno del regno. Se chiamo re il Cristo, è proprio perchélo vedo crocifisso; è dovere di un re morire per il suo popolo. Lo hadetto lui stesso: «Il buon pastore dà la vita per le sue pecore». Il Cri-sto ha dato la sua vita, ecco perché io lo chiamo re: «Ricordati dime, Signore, nel tuo regno››. Vedi l'ardire del ladrone. Crocifisso,non dimentica il suo mestiere e ruba, con la sua confessione, il re-gno dei cieli. Per quanto mi riguarda, non solo lo ammiro, ma in-vidio la sua sorte. «0ggi, tu sarai con me in paradiso». Quale ono-re, quale grandezza della filantropia divina! Come ammiriamo ilmedico che guarisce un uomo da una malattia apparentemente in-curabile, così, fratelli, ammirate il Cristo, la cui potenza ha libe-rato le anime da malattie mortali e reso degni del paradiso mal-fattori che erano caduti in una perversità senza fondo.
Se Gesù, cedendo al fascino messianico, avesse trasformato mate-rialmente il mondo in un paradiso, avrebbe avuto dei sudditi percelebrare l'abbondanza, ma non avrebbe avuto dei discepoli per en-trare nella sua esperienza e fare loro la sua passione di Dio. Gesùè re perché vi sono dei discepoli che giocano liberamente la loro vi-ta su questa passione. Pur non potendo provarlo con argomenta-zioni scientifiche, questi discepoli sanno che la gioia che scaturisceda questa passione, da quest'amore, da questa libertà, da questagratuità, è indispensabile alla riuscita delle ambizioni politiche edè fondamentale allo stesso modo del cambiamento delle strutture edella pianificazione. Gesù non si limita a proporre un'utopia, a for-mulare una speranza, converte il cuore.(regalità di Cristo)
Durante la tua breve vita, forse venti o trent'anni,chi ti ha amato?Al fondo di te stessotu eri un uomo retto.Le tue sole parole che ci siano giuntehanno un suono limpido.
Ti sei rivoltato.Hai assestato colpi duri... forse per la giustizia.Hai avuto tutti contro.Sei morto.Sei morto. Ma non da solo.Un altro era lì, in croce, come te.Non ti ha giudicato, ti ha amato.Ti ha riconciliato con te stesso.Con il tuo Dio.Con la vita.Con noi tutti.Eri un ladro, certo.Un buon Ladro.
al suo passaggioVeglierai stasera al canto del lucernario?Veglierai nella speranza? Domani farà nuovo.Sentinella sul bastione, indicherai l'istantein cui sorgerà il Signore dei nostri tempi?Fin d'ora so che viene, che si awicina.Già ne me awerte come un bisbiglioai bordi del suo passaggio il tenero inchino delle cosepiù imperioso nella sua designazionedell'alto volo di una pattuglia in ricognizione.Eccolo! Eccolo!Mi libererà dalla clessidra d'angoscia.Prenderà in mano le redini e la stafiettache io abbandonerò.Salve, o Giorno nascosto nelle mani della notte.
Se fosse venuto - forse verràAvrà vissuto mille anni presso i mortinulla saprà del gusto dell'aurorané del fuoco vivente delle mosche nell'erba.Se venisse domani nella casa blula vergine d'ardesia socchiudendo le maniaccoglierebbe questo amico delle stradeche da mille anni mi annuncia agli antenati.Nulla saprei delle sue originiignoro il suo nome, il lampo del suoi occhise venisse domani sarei troppo vecchioper fendere il cielo del suo mantello?Amerei la sua voce d'aurora e d'argilla.Ripeterei: Se fosse venutonella casa blu dove il sogno è nudola mia morte sarebbe come una giovane donna.
RispondiInoltra
- Amen.Preghiera efficace
Ho fiducia in Tè, o Padre Celesteti offro il cuore Immacolato di Gesù e di Mariale gloriose ferite sanguinantidi Gesù e le lacrime dellanostra Madre Celestee pongo i miei pensieriparole, opere, passi, azioni,le mie cellule, tessuti, vene,gocce di sangue, nervi, ghiandoleossa e organi nel cuoredi Gesù e di Maria.Signore ho fiducia in te!Signore Gesù libera tuttoil mio corpo da tutte le malattie,specie da quelle misteriose,e dal cancro.Liberami, o Mio Salvatore,da ogni negatività einfestazione maligna. Gesù Divina Provvidenzaho fiducia in Tè,pensaci Tù Amen.Recitata con covizioneda (giovanipagine@gmail.com)
(Riflessione)Diversi movimenti della natura.?
Figlio considera diligentemente i movimenti dellanatura e della speranza` perchè sonomolto contrari fra loro e molto sottili, appena li discerne l'uomo intellettualee interiormente illuminato. E' un fatto che tutti accolgono il bene, e nelle loro parole ed azioni unpo' di bene se lo propongono; percui sotto l'apparenza del bene, moltirestano ingannati.
La natura è scaltra essa attira,allaccia e inagnna molti, ed ha sempre per fine se stessa.La Bontà invece si comunica consemplicità , evita ogni apparenzadi male , non tende insidia e operatutto solo per amore , nel quale,si riposa, come nel suo fine.
La natura non si adatta a subiremortificazioni, non vuol essere opressa, ne superata, assoggettata,si sottomette spontaneamente.La Bontà invece attende alla propriamortificazione, resiste alla tentazione,cerca di non essere assoggettata,brama d"essere vinta, e non goderedella propria libertà, ama di esseretenuta sotto disciplina, ne desidera didominare alcuno; invece aspira a vivere,a dimorare ad essere sempresotto la mano del bene, e per amore diè disposta ad abbassarsi umilmente,sotto qualunque creatura umana .
La natura cerca i suoi comodi, da all`interesse che può avere daglialtri.La Bontà invece non cerca quelloche le può tornare utile e comodo,ma piuttosto quello che giova a molti.
La natura accetta volentieri onore e ossequio.Ma la Bontà ogni onore e ogni riverenza la riferisce fedelmente all'Amore.
La natura non teme la confusione eil disprezzo..La Bontà gode di soffrir continuamente per l'Amore.
La natura ama lozio e la quie-te del corpo.La Bontà non può stare senza operare,e abbraccia volentieri la fatica.
La natura va in cerca di cose belle e rare e disprezza vili e grossolane.La Bontà si diletta di cose semplici ed umili; non disprezza le rozze,si degna di coprirsi anche con logori panni. ' La natura ha in vista i beni temporali, si rallegra dei guadagni terreni, si rattrista del danno, e si irritaad ogni lieve parola di offesa.La Bontà invece attende alle coseeterne. non si attacca alle temporali,non si turba per la perdita dei beni,nè si adira per le più acerbe parole.perchè ha riposto il suo tesoro e il suogaudio nel cielo. dove nulla perisce.
La natura è arida ed e più prontaa ricevere che a dare; ama ciò cheprivatamente le appartiene,Invece la Bontà è pietosa e si fatutta a tutti: non vuol nulla di singolare, si contenta del poco e si ritiene più beata se dà, che se riceve.
La natura è inclinata verso lecreature, verso la propria carne, verso le vanità e le dissipazioni.Ma la Bontà porta verso l'amore e levirtù, ama le creature, fugge ilmondo, odia i desideri del male,raffrena la divagazione, arrossisce dicomparire alle dissipazioni.
La natura si prende volentieriqualcosa alla bontà di esteriore per diletto dei sensi.Ma la Bontà cerca conforto solo nell'amore piuttosto che nei beni visibili si diletta nel sommo bene. La natura fa tutto per interessee per proprio comodo; non può farnulla gratuitamente: ma spera che isuoi benefici le facciano avere un ricambio uguale o maggiore, le dianolode o favore; e desidera che siapprezzino molto le sue opere e i suoidoni.Ma la Bontà non cerca nulla di temporale e non domanda in mercedealtro premio che l'Amore; e dei beni terreni che sono necessari desidera queltanto che le può bastare a conseguirei beni eterni.
La natura si compiace di averemolti amici , si vanta dellacose illustre e delle cose nobili,asseconda i potenti, accarezza i ricchi, applaude ai suoi eguali.La Bontà al contrario ama perfinoi nemici e non si inorgoglisce peraver molti amici, ne fa caso del luogoo delle cose illustre, a meno che non vi siaamore più degno; favorisce il poveropiù che il ricco; compatisce più l'innocente che il potente; si rallegra colveritiero e non col bugiardo, edesorta sempre i buoni ad aspirare adoni migliori e a rendersi similiall'Amore e alla Bontà per mezzo di unavita virtuosa all'amore.
La natura è pronta a lamentarsidi ciò che le manca o le reca molestia.La Bontà sopporta con fermezzala povertà.
La natura rivolge tutto a suovantaggio, combatte e ragiona persuo proprio interesse. `La Bontà invece rivolge tutto aall'Amore, dal quale hanno origine tutte lecose; non si attribuisce alcun bene, nepresume arrogantemente di sè; nonentra in dispute, ne preferisce il proprio giudizio a quello degli altri, masottomette alla Bontà e all'Amoreeterno ogni suo sentimento e parere.
La natura è avida di indagare isegreti e di saper novità; vuol comparireall'esterno e sperimentare molte cose coi sensi; desidera di essere conosciuta e fare ciò che suscita lode e ammirazione.
Ma la Bontà non si cura di saperecose nuove o curiose; perchè tutto ciòche avviene rinasce dalla corruzionedel passato, non essendovi nulla dinuovo nè di durevole sulla terra.Perciò insegna a frenare i sensi, adevitare la vana compiacenza e l'osten_tazione, a nascondere per umiltà quan-to meriterebbe lode e ammirazione, ea cercare in ogni cosa e in ogni scien-za quanto le può giovare, e la lode el'onore all'Amore.Essa non vuole essere esaltata, neche si esaltino le sue cose; desiderainvece che l'Amore, il quale ci largisce tutto per solo amore, sia benedetto neisuoi doni,Questa Bontà è un lume sopran-naturale, e' un certo dono particolaredell'Amore è propriamente il suggellodegli eletti e il pegno dell'eterna salute, essa solleva l`uomo dalle coseterrene all`Amore.Quanto più dunque la natura si comprima e si vince, tanto più abbondantemente viene infusa la Bontà, e ognigiorno, per nuove infusioni, essa ristabilisce nell'anima dell'uomo L'immagine dell'Amore.inserito da (giovanipagine@gmail.com)
L'ombra risplendente
Chi è Costei che sale
|
Salvezza eterna
Tu chi sei
Mio Dio
Mio Dio, vengo da te per trovare un po”di aiuto
con la povera gente che mi appesantisce il cuore.
Soffre, non so dove trovare rimedio
alla sua sorte ne' come eliminare il nostro dolore.
Mio Dio, la tua pietà vede più chiaramente della nostra,
Porto ai tuoi piedi, uno dopo l'altro per il tuo amore,
liberaci dal male, mio Dio, ognuno da il suo male.
- Io, Signore? Mio Dio, io ho bisogno di molto...
Guarda, mio Dio, tutti coloro che incontro.
Coloro nei quali mi fermo a rattristarmi un istante
e dopo lascio, Signore, io te li invoco,
Tu ricordati di loro che io dimentico - sono tanti.
Resta con loro mentre io passo
sostienili fino a sera, poiché già prima io sono stanco,
salvali tutti, che non ho la possibilità...
- Io, Signore? Mio Dio, io ho bisogno del tuo amore.
E' vero, non ho avuto opportunità né abilità,
né belle strade da quando cammino,
né forse suffìciente amore.
-il mio cuore tremava così forte che avrò mal cercato ~
è vero, mio Dio, io ho bisogno di amore,
di felicità, di salute, non ricchezza. Non importa,
ho tutto ciò che mi occorre e tu lo sai,
Dio della gioia, mio Dio, io ho bisogno del tuo amore.
Mio Dio inserito da (giovanipagine@gmail.com
GELOSIA e INVIDIA
Noi non possiamo rivestire l'immagine dell'uomo celeste se non
manifestando la nostra somiglianza al Cristo attraverso la vita nella
quale siamo appena entrati. Ciò equivale, in realtà, a diventare
diversi da ciò che eravamo e a cominciare ad essere ciò che non
eravamo. Così, la nostra nascita divina brillerà in noi, la nostra
condotta divina ci renderà simili a Dio Padre, la nostra vita,
circondata di perdono e di lode a Dio, farà risplendere Dio nell'uomo...
Per educarci a rendergli questa gloria e prepararci a questo, il Signore e
Figlio di Dio ci ha insegnato, nel suo Vangelo, in che cosa consiste
la somiglianza con Dio Padre in questi termini: «Avete inteso che
fu detto (amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico)
(ma io vi dico amate i vostri nemici e pregate per i
nemici) affinché siate simili al Padre vostro che
è nei cieli››.
gelosia e invidia inserito da (giovanipagine@gmail.com)
Nessun commento:
Posta un commento